Finanziamenti regione campania

I finanziamenti regione Campania a quota 65 miliardi di euro.

Alle sole imprese sono andati oltre 36 miliardi. Al centro di un incontro di ABI Campania con la stampa
economica regionale, la fotografia del sistema bancario locale e i dati sul sostegno a famiglie e imprese
Ammontano a 65.4 miliardi di euro, a gennaio 2010, i finanziamenti bancari destinati all’economia
campana, con un incremento del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2009. In particolare i
prestiti complessivi al sistema delle imprese hanno raggiunto quota 36 miliardi di euro e un
aumento sul 2009 dell’1,9%.
I dati sono stati presentati oggi a Napoli dal Presidente di ABI Campania, Giuseppe Castagna, alla
stampa economica regionale nel corso di un incontro sui contenuti principali dell’attività della
Commissione e sulla situazione creditizia del territorio.
Banche in Campania
La struttura del sistema bancario regionale vede attive sul territorio, nel 2009, 85 banche – di cui
34 con sede in Regione – per un totale di 1.653 sportelli che servono 340 comuni.
Secondo gli ultimi dati disponibili, il numero di Atm (sportelli bancomat) è salito a 2.601 unità
con una crescita del 21,9%; i Pos (apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat
direttamente nei negozi) sono 78.276 su tutto il territorio (in aumento del 4,5%).
Nella regione i lavoratori bancari sono il 4,5% del totale nazionale di settore che ha toccato le
343.000 unità.
Finanziamenti a famiglie e imprese
I finanziamenti delle banche alle imprese locali (comprese le famiglie produttrici) hanno superato
i 36 miliardi di euro a gennaio 2010, con un aumento del 1,9% rispetto al 2009; alle famiglie
consumatrici sono andati 23,8 miliardi con una crescita annuale del 10,2%.
Buono anche l’andamento dei depositi da parte della clientela: complessivamente 50 miliardi di
euro pari ad un incremento di circa il 3,8%.
A fronte dell’ampio sostegno a famiglie e imprese, il settore bancario sconta ancora la difficile
congiuntura economica sul territorio con il risultato che le sofferenze sono cresciute del 39,1%
per circa 4 miliardi di euro, mentre in Italia la crescita si è attestata sul 41,5%.
Fattore sicurezza
Diminuiscono le rapine in banca in Campania. Nei primi sei mesi del
2009, infatti, i “colpi” allo sportello messi a segno nella regione sono stati
59 contro i 74 registrati nello stesso periodo del 2008, con un calo del
20,3%. Per prevenire ulteriormente il fenomeno è necessario continuare a
lavorare su quattro direttrici fondamentali: ridurre l’ampia circolazione di
contante che ancora caratterizza l’Italia, in ritardo nell’utilizzo degli
strumenti di pagamento elettronici; adottare sistemi di sicurezza sempre
più evoluti e all’avanguardia; monitorare in modo sistematico gli eventi
criminosi; proseguire nella formazione del personale di sportello. In Italia, la gestione del denaro
contante costa circa 10 miliardi di euro l’anno al Sistema-Paese. Di questi, due terzi pari a 7,1
REGIONE
PROVINCIA
1°sem
2009
1°sem
2008
CAMPANIA 59 74
Avellino 2 9
Benevento 5 4
Caserta 13 5
Napoli 37 44
Salerno 2 12
COMMISSIONE REGIONALE CAMPANIA
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miliardi sono a carico delle imprese, mentre un terzo pari a 2,8 miliardi grava sui bilanci del
settore bancario. A questa somma vanno aggiunti gli alti costi sostenuti ogni anno dalla Pubblica
Amministrazione.
Nord-Sud
Nel Sud Italia come altrove le banche lavorano al fianco delle imprese con l’obiettivo comune
della crescita e dello sviluppo. Le eccellenze e la rinnovata vitalità imprenditoriale di diverse aree
del Mezzogiorno dicono che questa collaborazione sta dando i suoi frutti. E le banche fanno la
loro parte, soprattutto con un‘intensa attività di finanziamento: nelle regioni meridionali, negli
ultimi cinque anni, gli impieghi alle imprese hanno registrato un tasso medio annuo di crescita
dell’8,6%, rispetto al 7,4% del centro-nord. Le imprese meridionali hanno nelle banche la loro
principale fonte di finanziamento, più che altrove, visto che due terzi del loro debito finanziario
complessivo è costituito dai crediti delle banche, contro una media nazionale pari a circa il 60%.

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