Finanziamenti Regione Lombardia: 430 milioni in 6 anni

July 26, 2010 by admin · Leave a Comment
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Regione Lombardia sa sfruttare al massimo i fondi dell’Unione Europea. Lo ha sottolineato Andrea Gibelli, vice presidente di Regione Lombardia dopo aver incontrato il Comitato di Sorveglianza di Docup Obiettivo 2 per chiudere i progetti facenti capo agli anni 2000-2006.

Gli interventi europei sono destinati a rafforzare la competitività dell’economia regionale, supportare le aree più deboli del territorio, potenziare la dotazione infrastrutturale locale, oltre a promuovere la conservazione e la valorizzazione dell’ambiente. I comuni lombardi coinvolti sono stati 243 in area Obiettivo 2 e 106 comuni in area a sostegno transitorio, sfruttando una disponibilità finanziaria di 430 milioni di euro. In questo periodo (il sessennio 2000-2006) c’è stato il lancio di specifici bandi che hanno portato ad una spesa certificata di 430 milioni di euro, coprendo il 102,17% della dotazione finanziaria del programma (421 milioni). Gli interventi finanziari si sono concentrati prevalentemente nelle province di Milano (20%), Varese (18%) e Mantova (16%. Gli interventi realizzati hanno favorito il rilancio dell’occupazione nelle aree di riferimento attraverso la creazione e il mantenimento di 9.191 posti di lavoro.

Tre le aree di intervento di Docup Obiettivo 2.

La prima dedicata allo “Sviluppo Competitività del sistema economico lombardo” (dotazione 133,4 milioni di euro – 435 i progetti finanziati).

La seconda per la “Qualificazione e valorizzazione del territorio” (dotazione 212 milioni di euro – 478 i progetti finanziati).

La terza alla “Valorizzazione delle Risorse ambientali” (dotazione 61,3 milioni euro – 300 i progetti finanziati).

Queste risorse hanno stimolato significativi investimenti privati per 677 milioni di euro, con un effetto moltiplicatore delle risorse pubbliche pari a 6. I programmi integrati di sviluppo locale sono stati 33 e hanno coinvolto circa il 27% del territorio regionale. Gli stessi hanno valutato le reali esigenze del territorio creando un’ “idea forza” per lo sviluppo locale di un’area territoriale omogenea. Il Fondo per le infrastrutture ha finanziato 476 interventi infrastrutturali per un totale di circa 250 milioni di euro.

“Questa è la strada su cui proseguire – ha sottolineato Gibelli – e sulla quale sta procedendo la nuova Programmazione Comunitaria 2007-2013 per trovare insieme nuove forme e modalità di attuazione in grado di coinvolgere sempre più i protagonisti della competitività, sia valorizzando le eccellenze sia facendo emergere le potenzialità ancora inespresse; tutto questo servirà ad ottimizzare le risorse, per attuare una governance forte e organica”.

Finanziamento Auto con Maxi Rata

May 3, 2010 by admin · Leave a Comment
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Oggi parliamo dei Finanziamenti Auto con Maxi rata finale.

Questi tipi di Finanziamenti Auto vengono chiesti da persone che cambiano spesso la propria automobile come agenti e rappresentanti, ma ne possono usufruire anche le società.

Di solito gli importi che si possono richiedere possono arrivare fino a 45.000€ per Automobili nuove e 30.000€ per Auto usate fino a 36 mesi.

La restituzione del prestito deve essere fatta entro un massimo di 48 mesi ed è possibile rifinanziare anche la Maxi Rata finale.

La polizza assicurativa può essere inserita all’interno di questo finanziamento e coprirà atti vandalici, furto dell’auto e cristalli.
Rimanendo in tema d’assicurazioni, nella somma totale del finanziamento verrà inserita anche l’Assicurazione sul credito.

I Soldi richiesti tramite Finanziamenti con Maxi Rata verranno inviati tramite assegno o bonifico sul nostro conto corrente bancario o postale.
Per il rimborso, invieremo i soldi tramite RID bancario.

Possono richiedere Finanziamenti Auto con Maxi Rata esclusivamente persone residenti in Italia di un età compresa tra 18 e 65 anni.

Basilea 3

April 28, 2010 by admin · Leave a Comment
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Basilea3: ABI, attenta valutazione per ridurre rischi d’impatto su ripresa
L’applicazione troppo rigida della riforma delle regole sul capitale potrebbe penalizzare l’evoluzione del quadro
macroeconomico. Necessari analisi d’impatto delle norme ed eventuale secondo giro di consultazione.
I nuovi standard rischiano di irrigidire i criteri di concessione del credito e compromettere la ripresa dell’economia.
Questa la valutazione del settore bancario italiano alle proposte del Comitato di Basilea
contenuta nel position paper messo a punto dall’ABI
Migliorare la qualità del capitale senza penalizzare il sostegno delle banche allo sviluppo
dell’economia, avere la garanzia di un piano di gioco livellato e globale, condurre una scrupolosa
analisi dell’impatto dei nuovi standard anche a livello macro e prevedere un’ulteriore fase di
consultazione dopo la prima calibrazione delle misure da adottare. Un messaggio forte e chiaro
quello che arriva dal settore bancario italiano espresso attraverso le risposte fornite alla
consultazione sulla riforma bancaria – terminata il 16 aprile – e contenute nelle 108 pagine del
position paper presentato dall’ABI al Comitato di Basilea e alla Commissione europea.
Tra le richieste prioritarie dell’Associazione bancaria un’attenta valutazione dell’impatto e degli
eventuali effetti dell’entrata in vigore delle nuove regole che non si concentri solo sul capitale,
sulla redditività e stabilità delle banche, ma che riguardi anche il quadro macroeconomico
nazionale e internazionale, ancora caratterizzato dal difficile andamento della congiuntura. Prime
analisi evidenziano che nel prossimo decennio si avranno effetti significativi misurabili in alcuni
punti di perdita del Pil con un annesso costo in termini di disoccupazione. Pertanto, è importante
prevedere prima dell’effettiva entrata in vigore delle nuove regole una seconda fase di valutazione
e consultazione che coinvolga attivamente il mercato.
Le banche italiane auspicano che il nuovo framework sia implementato in maniera omogenea e
coordinata a livello europeo e internazionale con la definizione di un’unica tabella di marcia. In
questo senso l’ABI suggerisce di prevedere momenti di verifica dell’effettiva implementazione dei
nuovi standard per monitorarne la progressiva attuazione ed evitare arbitraggi regolamentari. A
livello europeo è necessario assicurare il massimo raccordo tra le nuove proposte del Comitato di
Basilea e gli interventi già in atto o in corso di attuazione da parte del legislatore comunitario.
L’ABI chiede di estendere le più stringenti regole prudenziali in discussione anche agli
intermediari non bancari in base al principio che attività equivalenti devono essere soggette a
regole omogenee per evitare indebiti e pericolosi vantaggi competitivi. Le nuove misure, inoltre
dovranno tenere conto adeguatamente delle peculiarità giuridiche e operative delle banche di
credito cooperativo e della loro organizzazione a rete. Tali peculiarità non trovano oggi
appropriata declinazione nel documento posto in consultazione.
Sul merito più specifico della proposta, le banche italiane chiedono clausole di salvaguardia
(grandfathering) adeguate nella loro durata e una profonda revisione di quanto ipotizzato dal
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Comitato di Basilea in tema di deduzioni apportate al capitale regolamentare, soprattutto con
riferimento al trattamento delle voci collegate alle imposte anticipate e differite, agli interessi di
minoranza e alle partecipazioni tra banche, assicurazioni e finanziarie. In particolare, occorre
evitare effetti distorsivi e penalizzanti e modificare radicalmente l’attuale proposta di deduzione
dal capitale delle attività per imposte anticipate – come quelle originate dalla svalutazione dei
crediti – che per la peculiarità del sistema fiscale assume una valenza fondamentale per il settore
bancario del Paese.
L’ABI evidenzia, in linea con quanto sta emergendo in sede di Federazione Bancaria Europea,
come sia prematuro definire in questo momento eventuali buffer patrimoniali e come, invece, sia
prioritario perseguire un allineamento della normativa contabile tale da rendere le novità
normative omogenee con i dati di bilancio.
I temi legati alla riforma degli standard di Basilea saranno al centro del convegno “Basilea 3 -
Banche e imprese verso il 2012” organizzato dall’ABI il 4 e 5 maggio e dedicato agli scenari dopo
la crisi, alle novità regolamentari e alle iniziative concrete per banche e imprese in questa
prolungata fase di recessione economica e fragile ripresa. Nel corso del convegno sarà presentata
la Guida “Conoscere il Rating” – realizzata nell’ambito dell’Osservatorio Permanente sui Rapporti
banche-imprese, a cui partecipano oltre all’ABI tutte le principali rappresentanze di impresa – un
nuovo strumento per sviluppare maggiori competenze sulle metodologie e sulle tecniche di
misurazione e valutazione del rischio creditizio che sarà presto disponibile allo sportello.

Finanziamenti Bei

April 20, 2010 by admin · Leave a Comment
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Riportiamo notizie dei finanziamenti Bei di Banca Intesa Salpaolo

A cosa serve Finanziamento di iniziative imprenditoriali che abbiano come oggetto investimenti fissi (immobili, impianti, macchinari ed attrezzature di qualsiasi genere)

A chi serve Piccole, Medie e grandi Imprese rientranti nei parametri previsti dagli investimenti della Banca Europea degli Investimenti

SOGGETTI FINANZIABILI

Le aziende che intendono partecipare al finanziamento devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

Piccole Medie Imprese (aziende rientranti nei canoni previsti dalla B.E.I.)
Imprese operanti nei Settore dell’Energia/Ambiente e Infrastrutture: imprese di qualsiasi dimensione, che effettuino investimenti volti alla diversificazione delle fonti energetiche e/o alla razionalizzazione dell’uso dell’energia o alla tutela ambientale

PROGRAMMI DI INVESTIMENTO

Il finanziamento è destinato a programmi di investimento di importo massimo pari a 25 milioni di euro

Sono finanziabili investimenti in beni nuovi (nuove iniziative, ampliamenti, ammodernamenti, etc..) appartenenti ad un programma di spesa iniziato da non più di due anni dalla data della delibera della Banca ed alla stessa data non ultimato (le date d’inizio e fine investimento devono essere desunte da regolari fatture)

Ai fini della determinazione del costo del progetto si possono considerare anche le spese direttamente collegate agli investimenti fissi (spese di ricerca e sviluppo, costi immateriali, ecc.)

È possibile finanziare l’acquisto di fabbricati industriali preesistenti o macchinari usati, purché il costo di tali investimenti non superi il 50% del costo complessivo del programma ovvero l’investimento sia rappresentato da soli beni “usati” non superi 1 milione di euro

Non è mai ammesso l’acquisto di quote o azioni di società

CARATTERISTICHE

Quota finanziabile
Fino al 50% dell’investimento documentato (iva esclusa), con un massimo di 12,5 milioni di euro

Cumulabilità
I finanziamenti B.E.I. sono di norma cumulabili con altri interventi agevolati, purché venga mantenuta una quota di autofinanziamento aziendale, pari ad almeno il 25% del costo complessivo del programma

Tasso Nominale Annuo
Tasso fisso o variabile trimestralmente. Il pagamento degli interessi è semestrale, e la quota corrisponde al costo della provvista comunicato periodicamente dalla B.E.I., maggiorato di uno spread a favore della Banca

Il costo della provvista a tasso variabile è correlato al Libor
i finanziamenti sono esenti dall’imposta sostituva dello 0,25%

Durata
5 anni, di cui 1 di preammortamento

8 anni, di cui 2 di preammortamento

10 anni, di cui 2 di preammortamento

Rimborso
Per tasso variabile, in quote di capitale semestrali costanti (italiano)

Per tasso fisso, a rate semestrali costanti per capitale ed interessi (francese)

Scadenza rate: di norma il 15/6 e 15/12 di ogni anno

Garanzia
A tutela del credito, la Banca potrà richiedere garanzie personali e/o reali ovvero l’assunzione di specifici impegni.

PLAFOND BEI EURIBOR

Il SANPAOLO IMI, d’intesa con la BEI, ha recentemente adottato una modalità complementare di utilizzo della provvista, con iter più snello, salvaguardandone i vantaggi.
Imprese e programmi finanziabili sono gli stessi già indicati. Tali finanziamenti sono concessi sino ad un importo massimo di 2,5 milioni di euro, hanno una durata massima di circa 8 anni, sono regolati a tasso variabile pari all’Euribor 3 mesi maggiorato di uno spread e vengono rimborsati con rate trimestrali o semestrali a scelta dell’Impresa.

Tutte le Filiali ed i Responsabili di relazione sono a disposizione per ogni ulteriore approfondimento e per la visione dei Fogli Informativi contenenti le condizioni economiche praticate

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