Banca MPS lancia covered bond da un miliardo

Banca Monte dei Paschi di Siena ha perfezionato oggi con successo un’emissione inaugurale di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG) destinate all’euromercato, ed emessa a valere sul Programma da 10 miliardi di euro annunciato a fine giugno ed assistito da mutui residenziali del Gruppo.
L’operazione, di ammontare pari a 1 miliardo di euro, prevede una scadenza a 5 anni con struttura tasso fisso, ed e’ destinata ad investitori professionali e ad intermediari finanziari internazionali. Il collocamento dell’operazione e’ stata curato da Deutsche Bank, Morgan Stanley, MPS Capital Services, RBS e UBS Investment Bank in qualita’ di Joint Lead Managers e da Calyon, HSBC, LBBW, Santander, SocGen in qualita’ di Co-Lead Managers. Morgan Stanley, MPS Capital Services e RBS hanno curato anche la strutturazione dell’operazione in qualita’ di Joint Arrangers del Programma.
L’operazione prevede una cedola annuale pari al 3.125% ed un rendimento pari al 3.188%, equivalente al tasso mid-swap a 5 anni incrementato di uno spread pari a 105 punti base, ovvero al BTP di riferimento maggiorato di 34 punti base.
Significativo l’interesse riscontrato dall’operazione, con una notevole partecipazione da parte di investitori domestici (circa 55%), complementata da interessi provenienti dall’Eurozona, in primis Germania (11%), Paesi Bassi (9%), e Regno Unito (8%).
L’emissione rappresenta il primo collocamento di OBG da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena, e segna la riapertura del mercato dei covered bond per gli emittenti italiani dopo la fase di rinnovata volatilita’ di mercato registrata nelle recenti settimane.
Finanziamenti imprese Toscana
Riguardo ai finanziamenti imprese Toscana la Regione scende ancora in campo per aiutare l’ imprenditoria della Regione a superare questa crisi che si prolunga nel tempo. Dal febbraio 2009 ad oggi, grazie a questi contributi è evitata la disoccupazione per oltre 50.000 lavoratori investiti, loro malgrado, da questa tremenda crisi.
Ha dichiarato il presidente della Regione Rossi: «Il nostro compito è aiutare le imprese a traghettare oltre la crisi».
Continua poi Rossi:
«La Regione ha deciso di affidare altri 15 milioni di euro a Fidi Toscana, la sua finanziaria. Il nostro compito è infatti quello di aiutare le imprese a traghettare oltre la crisi. Dal febbraio 2009 ad oggi sono arrivate a Fidi circa 5.500 richieste di credito o prestiti. Per il momento abbiamo risposto positivamente a 4.000 di queste, facendo in modo che fosse concesso circa 1 miliardo di euro ad imprese toscane in difficoltà ed evitando la disoccupazione o la cassa integrazione per oltre 50.000 lavoratori».
Lo ha annunciato questa mattina il presidente della Regione, Enrico Rossi, nel corso del settimanale briefing con i giornalisti. Rossi ha inteso presentare un primo rendiconto degli effetti dei provvedimenti varati dal suo predecessore Claudio Martini all’inizio dello scorso anno e al tempo stesso presentare un quadro dell’economia regionale, una situazione che – come ha detto – vieta di usare termini ottimistici anche se non mancano segnali incoraggianti. Tra questi ha citato l’aumento dell’export, stimato al +15% contro una media nazionale inferiore di cinque punti.
«Non va taciuto – ha però aggiunto il presidente – la crescita dell’1,9% dei disoccupati rispetto al 2009, una quota che tocca oggi in Toscana il 7,1% contro l’8,9% a livello nazionale. Nella nostra regione sono circa 40.000 e abbiamo il 15% dei giovani sotto i 29 anni che non hanno lavoro e non stanno seguendo alcun percorso formativo. Il quadro non è confortante, ma ci indica che se non fossimo intervenuti nel sostegno alle imprese la situazione sarebbe certamente peggiore».
Rossi ha annunciato che da settembre sarà operativo l’ufficio istituito dalla Regione per attrarre gli investimenti, e che occorre discutere di come ricostituire e mantenere un sistema creditiz io legato al territorio.
«Non si tratta – ha precisato il presidente – di un sistema legato al passato, ma di come garantire un sostegno concreto ad artigiani e piccoli imprenditori. I dati segnalano che le banche locali hanno aiutato i nostri distretti produttivi molto di più di quanto abbiano fatto le banche centralizzate. E’ una questione che definirei etica: il risparmio non deve essere utilizzato per speculazioni finanziarie sui mercati mondiali con effetti nefasti, ma per il sostegno alle imprese. Per far questo non servono presenze politiche nel Consigli di amministrazione delle banche, ma un reimpiego etico dei risparmi. La Regione non intende sostituirsi alle banche, ma fornire strumenti di aiuto al sistema economico».
Rossi ha ricordato come 5 milioni di euro siano stati destinati a sostenere l’indotto della Lucchini, per la quale giovedì avrà un incontro con il sindaco di Piombino e con la proprietà.
I positivi effetti delle partecipazioni di Fidi Toscana al capitale delle imprese è testimoniato dalla crescita di quasi tre volte del numero di occupati (da 347 a 861) e del fatturato (da 52,8 a 149,4 milioni) di cinque imprese toscane, dalla Compaim spa, alla Terra uomini e ambiente, dalle Chiantigiane, alla Leganaia, alla Terre dell’Etruria.
Finanziamenti Regione Lombardia: 430 milioni in 6 anni
Regione Lombardia sa sfruttare al massimo i fondi dell’Unione Europea. Lo ha sottolineato Andrea Gibelli, vice presidente di Regione Lombardia dopo aver incontrato il Comitato di Sorveglianza di Docup Obiettivo 2 per chiudere i progetti facenti capo agli anni 2000-2006.
Gli interventi europei sono destinati a rafforzare la competitività dell’economia regionale, supportare le aree più deboli del territorio, potenziare la dotazione infrastrutturale locale, oltre a promuovere la conservazione e la valorizzazione dell’ambiente. I comuni lombardi coinvolti sono stati 243 in area Obiettivo 2 e 106 comuni in area a sostegno transitorio, sfruttando una disponibilità finanziaria di 430 milioni di euro. In questo periodo (il sessennio 2000-2006) c’è stato il lancio di specifici bandi che hanno portato ad una spesa certificata di 430 milioni di euro, coprendo il 102,17% della dotazione finanziaria del programma (421 milioni). Gli interventi finanziari si sono concentrati prevalentemente nelle province di Milano (20%), Varese (18%) e Mantova (16%. Gli interventi realizzati hanno favorito il rilancio dell’occupazione nelle aree di riferimento attraverso la creazione e il mantenimento di 9.191 posti di lavoro.
Tre le aree di intervento di Docup Obiettivo 2.
La prima dedicata allo “Sviluppo Competitività del sistema economico lombardo” (dotazione 133,4 milioni di euro – 435 i progetti finanziati).
La seconda per la “Qualificazione e valorizzazione del territorio” (dotazione 212 milioni di euro – 478 i progetti finanziati).
La terza alla “Valorizzazione delle Risorse ambientali” (dotazione 61,3 milioni euro – 300 i progetti finanziati).
Queste risorse hanno stimolato significativi investimenti privati per 677 milioni di euro, con un effetto moltiplicatore delle risorse pubbliche pari a 6. I programmi integrati di sviluppo locale sono stati 33 e hanno coinvolto circa il 27% del territorio regionale. Gli stessi hanno valutato le reali esigenze del territorio creando un’ “idea forza” per lo sviluppo locale di un’area territoriale omogenea. Il Fondo per le infrastrutture ha finanziato 476 interventi infrastrutturali per un totale di circa 250 milioni di euro.
“Questa è la strada su cui proseguire – ha sottolineato Gibelli – e sulla quale sta procedendo la nuova Programmazione Comunitaria 2007-2013 per trovare insieme nuove forme e modalità di attuazione in grado di coinvolgere sempre più i protagonisti della competitività, sia valorizzando le eccellenze sia facendo emergere le potenzialità ancora inespresse; tutto questo servirà ad ottimizzare le risorse, per attuare una governance forte e organica”.
Finanziamenti: è boom in Italia per il Microcredito

Volumi quintuplicati per il microcredito tra 2007 e 2009 secondo una ricerca di Ritmi e Fondazione Giordano dell’Amore- Banca Etica è uno dei soggetti più attivi nel panorama nazionale.
I microcrediti erogati in Italia sono quintuplicati negli ultimi 2 anni. E’ quanto emerge da una ricerca realizzata da RITMI (Rete Italiana di Microfinanza) con la collaborazione della Fondazione Giordano Dell’Amore. Lo studio – che fa parte di un’indagine Europee realizzata ogni 2 anni dall’European Microfinance Network – è stato presentato alla Camera di Deputati lo scorso 30 giugno.
I dati mostrano che il microcredito in Italia ha grandi potenzialità come strumento di inclusione sociale e di lotta alla povertà, ma fino a oggi esso si è sviluppato in assenza di una cornice normativa adeguata. Solo il 10 giugno scorso il Consiglio dei Ministri ha inviato alle Camere un decreto legislativo per la riforma del TUB (Testo Unico Bancario) che contiene anche una norma sul microcredito.
«Accogliamo con favore la proposta di regolamentare, finalmente, anche in Italia il microcredito – spiega Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica – anche se dobbiamo constatare che l’integrazione del Testo Unico Bancario proposta dal Governo si limita a normare l’esistente, senza prevedere forme di sostegno e incentivi per il microcredito, che pure è riconosciuto dalla UE come uno strumento indispensabile per la lotta alla povertà e per l’inclusione sociale. L’Italia – prosegue Biggeri – è il paese che in Europa ha tra i più alti tassi di esclusione finanziaria anche tra i lavoratori dipendenti, di cui il 10% non ha un conto bancario».
Banca Etica è uno dei soggetti tra i più impegnati nell’erogazione di microcrediti in Italia: nel 2009 ha erogato 143 microcrediti socio-assitenziali per un importo complessivo di 619mila euro e 24 microcrediti imprenditoriali per un importo complessivo di 306mila euro. Attraverso la sua Fondazione Culturale Banca Etica aderisce a RITMI (Rete Italiana MIcro finanza) e ha partecipato alle consultazioni indette dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla bozza del decreto legislativo. «In quel contesto – prosegue Biggeri – abbiamo sostenuto, sulla base della nostra esperienza, l’importanza di riconoscere i due tipi di microcredito: quello finalizzato all’occupazione e allo start-up di piccole imprese individuali, ma anche quello socio-assistenziale per far fronte alle difficoltà economiche delle fasce sociali deboli. Vediamo però che il testo del governo – pur riconoscendo l’esistenza del microcredito assistenziale – lo ritiene residuale e di minore impatto: una scelta che ci appare poco lungimirante nell’attuale fase di perdita di potere di acquisto delle famiglie, e di crescente disoccupazione».
Banca Etica ha invece accolto con grande favore la scelta di inserire nel testo del Governo il riconoscimento dell’importanza dei “servizi ausiliari di assistenza”, che caratterizzano le attività del microcredito: l’ascolto delle persone in difficoltà per aiutarle a uscire dalla crisi ed entrare in una condizione economica sostenibile e dignitosa e l’accompagnamento nella nascita di nuove attività economiche. «Continueremo a tenere sotto osservazione i lavori e ci rapporteremo col Parlamento che dovrà analizzare e dare il parere sul testo del Governo. Anche per questo siamo tra i promotori dell’iniziativa del 30 giugno alla Sala della Mercede della Camera, alla quale interverranno i Deputati che nella presente Legislatura hanno presentato proposte di legge sul microcredito e componenti delle Commissioni Finanze di Camera e Senato», conclude Biggeri.
