Finanziamenti imprenditoria femminile
Tutto pronto per la prima misura regionale che faciliterà l’accesso al credito agevolato per i finanziamenti imprenditoria femminile. Misura che, attivata mediante FidiToscana, fa parte di un più globale intervento per l’attuazione della legge 16/2009 sulla cittadinanza di genere, con l’obiettivo di promuovere l’impresa delle donne, ma anche di tutelare e valorizzare meglio le donne dentro le imprese.
Tutto questo anche mediante la firma di alcuni specifici protocolli di intesa che sono stati annunciati questa mattina dal vicepresidente Federico Gelli, titolare della delega alle pari opportunità nel governo regionale, in una conferenza stampa a cui ha partecipato anche la presidente di Confindustria Antonella Mansi.
«I dati dimostrano una crescita quantitativa e qualitativa dell’ imprenditoria femminile nella nostra regione, anche in campi da cui la donna era tradizionalmente esclusa – ha sottolineato Gelli – È una tendenza importante anche perché questo si traduce in un apporto di creatività e innovazione di cui abbiamo bisogno. Per questo sono convinto che attivare misure come queste non risponde solo a obiettivi di pari opportunità, significa puntare anche a una migliore competitività della nostra economia, soprattutto in una fase di crisi come questa. E questo è un segnale anche al governo nazionale, visto che da anni non viene più finanziata la legge 215/1992 con in suoi interventi sull’ imprenditoria femminile».
Da una recente ricerca realizzata dal settore statistica della Regione emerge che proprio l’accesso al credito è quello avvertito con più forza dalle donne imprenditrici. Facilitazioni e opportunità in questo senso sono richieste dal 58,2% delle imprese al femminile in Toscana.
Proprio questa consapevolezza è alla base della nuova misura. “Per dare attuazione alla legge in tempi rapidi abbiamo inserito questa opportunità di credito agevolato all’interno del pacchetto già avviato dal governo regionale come misure anticrisi» sottolinea Gelli.
Sono previsti 780 mila euro da qui al giugno 2010, risorse che serviranno a concedere garanzie su finanziamenti a fronte di investimenti effettuati dalle micro e piccole imprese con prevalenza femminile.
Nei prossimi giorni, ha tra l’altro annunciato Gelli, sarà firmata un’intesa con Unioncamere per la qualificazione professionale delle donne, che prevede azioni di informazione e orientamento, formazione avanzata, particolarmente in fase di start up (anche con azioni di “mentoring”, cioè di accompagnamento di un’imprenditrice esordiente da parte di un’imprenditrice affermata), ma anche la creazione di una rete che consentirà di condividere informazioni sulle opportunità di business e il consolidamento delle attività di monitoraggio (tutto questo con risorse ammontanti a 176 mila euro, 96 mila delle quali regionali).
L’impegno del governo regionale punta anche all’abbattimento dei problemi relativi alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. «Un problema che ovviamente riguarda anche le imprenditrici, il 40,7% delle quali, per esempio, ritiene importante un orario flessibile in entrata o in uscita o comunque avere a disposizione tempi diversi della città – sottolinea Gelli – ma ovviamente questo è un problema che riguarda tutte le donne lavoratrici. Un problema che intendiamo affrontare proprio grazie a quanto previsto dalla nostra legge sulla cittadinanza di genere».
Nei prossimi giorni, tra l’altro, sarà firmato un protocollo con l’università di Pisa che per avviare un percorso di altra formazione per donne e uomini responsabili della gestione delle risorse umane in aziende pubbliche e private, finalizzato a promuovere la valorizzazione delle differenze di genere in ambito lavorativo.
Comments
Un Commento per Finanziamenti imprenditoria femminile
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ulisse on
Wed, 16th Feb 2011 3:06 pm
La condizione della donna è la diaspora che nell’attualità appare enunciata dal confronto con le culture migranti, sebbene da almeno due millenni le nuove religioni vi apposero dei marchi etici che al confronto con la moderna percezione del diritto e del giusto mostrano notevole obsolescenza. Dal Gennaio 2011 un nuovo testo disquisisce la tematica esponendo le basali induzioni che producono un approccio etico sminuente o subordinante nei confronti della femmina e adeguato anche alla stregua di manuale per prevenire i pericoli nascosti nei moti interpersonali, qualora le religioni vi aggreghino un influsso di rilievo. L’argomento primario è implementato con una scansione della vita di Gesù nella Galilea, osservata con uno scrupolo investigativo moderno e adeguato nell’evidenziare degli aspetti denotanti gli errori interpretativi, che i padri fondatori della Chiesa Cattolica potrebbero aver commesso, e gravato sulla figura femminile. L’occidente è sede della cultura emersa dominante nella storia e la questione “condizione della donna” come la conosciamo è anzitutto la deriva più eclatante delle impostazioni della Chiesa Cattolica ai suoi primordi. Aiuta inoltre a comprendere gli eventi del nostro tempo, quando le religioni appongono dominanti ruoli identificanti.
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